Cogito Ergo Sum

Non è mai troppo tardi per realizzare i tuoi sogni nel cassetto e io sto realizzando il mio che ho accantonato 40anni fa. Finalmente scrivo dopo che ho fatto la chef, la guida a cavallo e la mamma a tempo pieno, e la sto ancora facendo. Che dire... la mia biografia ancora non riesco a scriverla.
Rita Pinna

Rita Pinna

Non è mai troppo tardi per realizzare i tuoi sogni nel cassetto e io sto realizzando il mio che ho accantonato 40anni fa. Finalmente scrivo dopo che ho fatto la chef, la guida a cavallo e la mamma a tempo pieno, e la sto ancora facendo. Che dire... la mia biografia ancora non riesco a scriverla.

Giovedì, 12 Gennaio 2017 06:00

Cenzie Loparco

 

Cenzie Loparco  nasce a L’Aia in Olanda quarantasette anni fa, ma vive a Lavello, nella pittoresca Basilicata. Dopo un passato nell’ufficio del personale di un’ azienda metalmeccanica, ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla sua famiglia e alle sue passioni. Adora leggere, soprattutto romanzi di avventura e azione, non disdegnando affatto l’horror e i romanzi d’amore. I suoi idoli sono Ken Follett, Stephen King e Wilbur Smith. Scrive da quando era una bambina, anche se si è affacciata tardi nel mondo dell’editoria. Nel febbraio 2016 ha pubblicato per Lettere Animate “La mano”, un giallo ambientato  nella sua amata Lucania.

Ha partecipato a diverse raccolte di autori vari: “Buio” edito da Lettere animate, “Racconti fuori tema” e “Racconti senza spine” a cura di Paolo Pagnini, “Io scrivo per voi”, i cui proventi sono stati devoluti a favore delle popolazioni colpite dal sisma di Amatrice del 2016 e infine, proprio in questi giorni  è uscito “Io me lo leggo 2”, a cura della blogger Monica M. Writer.

Attualmente sta scrivendo un nuovo romanzo, un thriller dal titolo provvisorio di “La fotografia”.

Mercoledì, 13 Settembre 2017 15:01

Lo specchio

Oggi ho conosciuto una donna, affabile e generosa. Delicata nei modi e nelle parole ma triste e dura allo stesso tempo.

Una vecchia bambina piena di cicatrici ancora aperte, un dolore mai sazio che ricompare ogni volta che chiede amore. L’amore che non ha avuto.

La guardo e vedo una vita forte e di valore ma quel sorriso sghembo è trasparente. Si intuisce, si vede il dolore che arriva fino alle ossa dietro quel “va tutto bene”. Le piaghe sanguinanti dell’indifferenza di chi ha amato.

L’ho conosciuta in un frangente strano, mai avrei immaginato di conoscerla. Parlavo con una persona incontrata per caso, non la vedevo da mesi. Velia, questo il suo nome, mi chiama dall’altra parte della strada, mi giro e saluto.

 Si avvicina a me e cominciamo a parlare della mia famiglia, ovvero di quel che resta della mia famiglia: mio padre. Mi racconta che lo ha visto camminare per strada ingobbito e solo, aveva l’aria sofferente. Faccio finta di nulla e cambio discorso, ma lei insiste chiedendomi perché non vado a trovarlo. Sono anni che non lo: vedo almeno venti.

 Velia non molla, mi vuol convincere a chiamare mio padre per chiedergli come sta. Intanto arriviamo al bar ed entriamo per ordinare il caffè. Uno specchio riflette la nostra immagine, Velia continua a parlare ma io non l’ascolto. Le sue parole sono un brusio in sottofondo che reggono la mia anima. Se non ci fossero state quelle parole sarei volata via.

Guardo la mia immagine riflessa, penso alla mia infanzia, e realizzo qualcosa che non avrei mai voluto. Mio padre abusava di me, io l’ho dimenticato. Ho dimenticato quella bambina bisognosa di amore e protezione. Continuavo a vedere la mia espressione, gli occhi erano velati di lacrime e dopo alcuni istanti piccole gocce scendevano lungo il viso di quella sconosciuta allo specchio.

 Capisco che sono io, quella donna che rifiutava di essere stata abusata nella mente e nel corpo, proprio da chi doveva proteggerla e amarla.

Ho rifiutato per anni questo pensiero rifugiandomi dietro un sorriso fabbricato per ogni situazione, mentendo a me stessa per non crollare e essere di nuovo vulnerabile.

Ora una signora fragile mi guarda dallo specchio e mi prega di aiutare quella bambina indifesa che ho dentro e mi vedo come sono realmente. Sono diventata dura, triste ma sempre educata e attenta a non far male a nessuno.

 No, dico a Velia, non andrò a trovarlo, la sua vita è la sua punizione. Mentre Velia mi guarda con stupore giudicandomi cinica, io pago i caffè e vado via sentendomi finalmente libera.

Mercoledì, 02 Agosto 2017 14:37

Una notte di ritardo

 

Claudio è sempre stato un ritardatario cronico.  Stavolta vorrebbe essere puntuale, è una questione di vita o di morte, ma purtroppo non dipendeva da lui.

 

La fila al check in era lunga, la folla un muro che lo schiacciava. Caldo e odore di umanità gli facevano girare la testa. Nonostante la climatizzazione dell’aeroporto l’atmosfera era soffocante.

I ricordi lo assalirono con tormento.

Marina. Il viso solare e sorridente apparso nei suoi pensieri sembrò allontanare la ressa.

“Claudio, ti prego. Questa volta non tardare: ho invitato mia sorella a cena. Cerca di essere puntuale.”

“Non preoccuparti, tesoro, stasera sarò più puntuale di un orologio svizzero.”

Marina lo guardò speranzosa.

Quella sera Claudio si fermò a parlare con dei colleghi di lavoro e Marina e la sorella cenarono da sole. Claudio tornò quando ormai la cognata era andata via. Marina lo guardò infuriata ma non disse nulla. Lui tirò un sospiro di sollievo e se ne andò a letto. Vivevano insieme da due anni, lui non era mai stato puntuale agli appuntamenti. All’inizio della relazione sembrava normale un simile comportamento, poi la cosa peggiorò fino ad arrivare a appuntamenti mancati.

La voce dell’altoparlante dell’aeroporto lo riscosse dai suoi pensieri. Avevano rinviato il volo. Di nuovo.  La folla colorata e vociante acquistò una tonalità in più. Una ragazza vicino si lamentò ad alta voce.

“Perderò la coincidenza ad Alghero. Mi aspettano per domani mattina, non posso ritardare.”

“Domani mattina?” Pensò Claudio. “Sono già le tre del mattino.”

Sei mesi prima Marina lo aveva lasciato dicendogli che non ne poteva più dei suoi ritardi, delle sue omissioni. Diceva che non la rispettava, che il suo comportamento era quello di chi non la amava e che quindi restare insieme non aveva senso.

“Non aveva senso.” Si ripeteva Claudio. Lui l’amava, era solo un po’ distratto, si disse.

Non potevano lasciarsi per questo. Due anni buttati al vento solo perché lui era arrivato in ritardo alla sua laurea. Lei lo aveva cercato tra i parenti e gli amici mentre faceva il discorso di commiato, ma non l’aveva visto. Come al solito era rimasto impantanato in una delle sue interminabili conversazioni con amici o colleghi e si era dimenticato della laurea di Marina.

Marina aveva le lacrime agli occhi mentre gli diceva addio, eppure lui non capiva quando insisteva nel dirgli che non era amore dimenticarsi della donna amata. E così, con il cuore stretto in una morsa, si allontanò da lui.

Finalmente la voce all’altoparlante chiamò il suo volo. Cinque ore di ritardo.

Un uomo in giacca e cravatta cominciò a protestare per il ritardo.

“Io pago il biglietto e voglio il servizio. Devo essere a Cagliari tra due ore. La compagnia mi dovrà risarcire il danno.”

Claudio guardò l’uomo d’affari mentre si accomodava nella poltrona davanti alla sua. Borbottava contro la compagnia aerea italiana. Una signora si sedette di fianco a lui e cominciò a parlare.

“Come mai lei è così calmo? Siamo tutti in ritardo e stiamo protestando. Si vede che lei non ha nessun appuntamento.” Sorrise bonariamente invidiando la spensieratezza della gioventù.

Un altro ricordo si affacciò alla sua mente.

Due settimane prima un messaggio vocale di Marina gli aveva dato un colpo al cuore.

“Ciao, scusa se ti chiamo. Volevo farti sapere che tra due settimane mi sposo. No, non ti sto invitando. Ma vorrei che tu fossi lì prima del matrimonio. Sai, forse il fatto che sei sempre in ritardo non conta nulla. Ma se io conto per te, potresti venire a salutarmi prima del matrimonio. Mi farebbe capire che io sono importante e che lo sono sempre stata.”

Una speranza si era affacciata nel cuore di Claudio. Poteva impedirle di sposarsi, anche lei non l’aveva dimenticato.

Aveva prenotato il biglietto subito, lei si sposava in un’altra città, in Sardegna. Aveva scelto il giorno prima delle nozze. Tanto c’era ancora tempo, poteva convincerla a non sposarsi. Questa volta sarebbe arrivato puntuale.

L’aereo partiva alle 21, 45 e sarebbe arrivato a Cagliari alle 22, 30 poi di corsa a casa di Marina.

“Perché l’aereo non parte? Se non arrivo a Cagliari per le otto, perderò un grosso affare.”

La voce acuta, di protesta, di una donna poco più avanti lo scosse.

L’hostess si avvicinò e le disse che purtroppo era capitata proprio nella giornata di scioperi a singhiozzo del sindacato aeroportuale. Forse, se la torre di controllo avesse dato il via libera sarebbero partiti di lì a poco. Erano le sette del mattino. Una notte in attesa.

“Marina si sposa alle dieci nella cattedrale di Cagliari. “Non arriverò mai in tempo. Aveva ragione lei, davo tutto per scontato, pensavo sempre che lei rimanesse al mio fianco nonostante tutto.”

Gli occhi si fecero lucidi.

Finalmente l’ok della torre di controllo fece decollare l’aereo, ma ormai erano le nove del mattino. Arrivare ad Alghero, cambiare aereo e atterrare a Cagliari. Sarebbe arrivato intorno a mezzogiorno.

Sull’aereo tutti protestavano invocando, chi più chi meno, il risarcimento danni.

Lui era zitto, il risarcimento per una vita felice non lo avrebbe dato nessuno. Lui voleva Marina, non un risarcimento. E l’aveva persa ormai irrimediabilmente. La colpa non era dello sciopero, ma sua.

Arrivò in orario, scese dall’aereo e prese un taxi. Andò alla cattedrale, nonostante sapesse di non trovarci più nessuno.

Il caldo lo torchiava, il sudore scendeva copiosamente sul collo. Entrò in chiesa, cercando un po’ di refrigerio e un momento di solitudine per compatirsi. Entrando dalla luce al buio gli occhi ci misero un momento a mettere a fuoco  Nell’ultimo banco una figura in bianco. Sgranò gli occhi. La figura sentendosi osservata si voltò. Era Marina. Le corse incontro.

“Che ci fai qui?”

“Non mi sono sposata. Ho detto a Marco che non lo amavo. È successo un pandemonio, ma mi sono accorta che non vivo senza di te. Anche se non fossi venuto non mi sarei sposata lo stesso.”

“Perdonami.” La abbracciò forte, pensando che sarebbe stato l’ultimo ritardo della sua vita.

Grazie a Luciana Ortu per l'editing di questo racconto breve 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lunedì, 30 Novembre -0001 00:00

Non ho Tempo per Amarti

 

Nora, indipendente e determinata assistente di produzione televisiva, arrivata dall'America e innamorata dell'Italia e del buon cibo, non ha tempo per lo shopping, il make up e la cura del suo aspetto; da sempre lotta per un avanzamento lavorativo. Marco invece è all'apice del successo come cantante, tra i più acclamati in Italia: feste, paparazzi che lo inseguono, belle donne che scaldano il suo letto, non ha tempo per altro nella sua vita. Ma quando viene ospitato nel talk show diretto da Nora, i due sono costretti a misurarsi con la loro abissale differenza, venendo risucchiati dal mondo del gossip.
Tra equivoci esilaranti, bugie ed episodi divertenti, i due troveranno il tempo di innamorarsi?
Un romanzo irriverente e divertente, che vi farà sognare sorridendo.

Di Francesca Rossini e Giulia Dell'Uomo

 

Link per l'acquisto: Amazon

Giovedì, 13 Luglio 2017 08:51

Io me la ricordo la felicità

"Io me la ricordo la felicità, era fatta di operai che andavano al mare nei giorni di agosto. Le macchine senza aria condizionata, con i portapacchi piene di valigie e le autostrade senza bollini neri. Erano gli anni dove i pensionati potevamo permettersi la giusta ricompensa dopo una vita di sacrifici, erano gli anni delle spiagge con i tavolini e le paste al forno, e quei contenitori frigo, più forniti dei supermercati. La felicità, con quelle sedie pieghevoli e quei caffè nei termos a fine pranzo, le foto con i rullini, i discorsi tutti insieme a fine pranzo, i bambini che facevano i bambini. Le città deserte, per il pane dovevi andare alla stazione centrale perché tutti sapevano che lì c’era un supermercato sempre aperto. Aveva un altro sapore la felicità! Le discoteche in spiaggia, fatte di legno con le lampadine colorate, le ragazze sedute che aspettavano l’invito per ballare quei lenti e conoscersi meglio, eravamo più estranei e molto più intimi senza sapere ancora il nome. Noi, con una chitarra e un fuoco in spiaggia, avevamo il paradiso, noi in cerchio e una bottiglia che girava trovavamo un bacio, e porca puttana ti capitava sempre quelo che non ci piaceva.
Noi, figli dei francobolli e delle cartoline “tanti saluti dal mare” che li spedivamo sempre l’ultimo giorno, forse per questo avevano il sapore amaro quei francobolli quando li leccavi, perché le vacanze finivano, ma si tornava a casa felici, senza bollette arretrate nei cassetti, con le cartoline che arrivavano in autunno, con la serenità nella testa e la speranza sempre a portata di mano.
Invece oggi il 15 agosto i centri commerciali sono sempre aperti, le città sempre più popolate, i pensionati li vedi lì, sotto qualche albero per un po’ di fresco. Ci facciamo sempre più foto senza il bisogno di andarle a sviluppare, e qui, ci hanno fregato l’attesa, Andiamo in spiagge organizzate e devi rispettare i limiti, e qui, ci hanno fregato gli spazi. Abbiamo voluto di più ma abbiamo ottenuto di meno. Abbiamo ottenuto un smartphone per parlare con il mondo, e qui, ci hanno fregato la voglia di stare insieme. Io me la ricordo la felicità, rimaneva a te, sulla pelle, e non aveva nessuna password.."

Fonte WEB

Martedì, 11 Luglio 2017 14:46

Daisy Franchetto

Daisy Franchetto è nata a Vicenza, città intrisa di grazia palladiana, ma vivo a Torino, città del mistero, e si occupa di counseling. La scrittura è una passione nascosta che ha iniziato a coltivare tardi. Ciò che scrive nasce dalle esperienze vissute. Il lavoro nelle comunità psichiatriche e per disabili, i viaggi come volontaria in zone di guerra, l’impegno per la difesa dei diritti umani. L’ascolto delle persone in difficoltà e, prima ancora, l’ascolto di se stessa. Il mondo onirico e la ventennale attività di scavo nella sua psiche. “La scrittura mi rende una persona migliore.” Oltre a scrivere romanzi, racconti e brevi articoli, gestisce da qualche anno un blog nel quale riversa i suoi pensieri e il suo punto di vista sul mondo. Da qualche mese è nata la sua nuova rubrica onirica: I don’t sleep, I dream in collaborazione con il gruppo Dark Zone. Piccolo appuntamento nel quale ospita scrittori emergenti chiedendo loro di condividere un sogno.

Martedì, 11 Luglio 2017 14:42

Clara Cerri

Clara Cerri è nata e vive a Roma, ha studiato ebraico e lingue orientali antiche. Ha studiato musica classica e jazz e fa parte come cantante di diverse formazioni musicali. Ha pubblicato racconti sul web (per esempio sul blog Cronache Urbane) e in antologie come I piccoli e i grandi (edita dal sito genitoricrescono.it), Cocktail e Lunapark (edite da Lettere Animate), Strenne d'inchiostro (edita dal gruppo USE – Book lovers) e Oltre l'arcobaleno (ed. Amarganta). Dodici posti dove non volevo andare (ed. Lettere Animate), il suo libro di esordio nella narrativa, ha vinto nel 2015 il I Premio letterario Amarganta. Nel gennaio 2016 ha pubblicato il suo secondo romanzo, Lettere fra l'erba (ed. Lettere Animate), vincitore del Premio speciale "Amarganta Team" al II Premio letterario Amarganta. Ha curato le antologie Come vi siete conosciuti? e I morti non annegano per la Bel-Ami Edizioni e ne ha scritto la prefazione. Si occupa di editing, di promozione editoriale e di eventi culturali per il Circolo letterario Bel-Ami.

Martedì, 11 Luglio 2017 11:29

Luciana Ortu


Sono nata e vivo da sempre in Sardegna.
L’amore per la lettura è la costante della mia vita. Appassionata di archeologia, amo scoprire le storie della mia terra millenaria e la magia dei siti archeologici di cui la Sardegna è ricca.
La passione per la scrittura è un altro punto fermo della mia vita. Finalista a concorsi letterari regionali e nazionali, ho diversi racconti pubblicati, su carta stampata e riviste online. Per citare le pubblicazioni più recenti, ricordo che a marzo 2013 il racconto “Crocus Oniricus” è compreso in un’antologia curata dalla associazione Alba Scriptorum, nata per finanziare un Parco Letterario nel cuore della Sardegna.
A maggio 2013 nell’antologia “50 sfumature di Sci-fi” (La Mela Avvelenata) è stato pubblicato il racconto intitolato “Ma che bontà”.
Ho partecipato all’antologia benefica del romanzo corale “Dodicidio” per il progetto POP di la Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Ottobre”, a luglio 2013.
A settembre dello stesso anno nella raccolta “Un clavicembalo ben temperato”, antologia di racconti partecipanti al concorso “Cartabianca 2013”, è stato pubblicato il mio “Note Malva”.
A dicembre 2014 il racconto “Una tazza di tè” è apparso sul magazine online “Scriveregiocando 2014”.

Nel giugno 2015 è uscito, per la casa editrice Amarganta, il mio primo romanzo "Il gusto della vita" (tradotto in spagnolo nel novembre 2016 "El gusto de la vida" da Gladys Mendez Garcìa)

Martedì, 11 Luglio 2017 11:21

Francesca Rossini

Francesca Rossini vive a Manziana, piccolo paese nel verde della provincia romana. È un’insegnante che si diverte a scrivere e illustrare fiabe per i suoi alunni. Avida lettrice, appassionata di romanzi di azione e di avventura, con trame ricche di intrigo e pericolo, ha da sempre coltivato la passione per la scrittura. Phoenix-operazione parrot, di Lettere Animate, è il suo romanzo d’esordio, cui ha fatto seguito il secondo volume: Phoenix-persecuzioni. Gli ultimi lavori sono due romance ironici: Mamma e papà sono single e L’amore ai tempi della Buonascuola.

Martedì, 11 Luglio 2017 09:56

Paola Casadei

Paola Casadei, in origine farmacista e direttore tecnico di laboratorio omeopatico, dal ’95 ha lasciato Forlì per trasferirsi prima a Roma, poi a Montpellier, quindi per dodici meravigliosi anni in Africa (otto in Sudafrica e quattro in Mozambico), dove ha insegnato musica e italiano. Ora risiede a Montpellier.

Ha pubblicato nel 2015 il suo primo romanzo, L’elefante è già in valigia, con Lettere Animate e il prequel In tre viaggi. Un paio di racconti sono in fase di pubblicazione.

Ha tradotto (francese-italiano) Malgré-nous. Contro la nostra volontà di Caroline Fabre-Rousseau, Ensemble Edizioni; (italiano-francese) Dal buio alla luce. Chiara Vigo e il bisso marino, di Susanna Lavazza, Cartabianca publishing; (inglese-italiano) In fuga col nemico di Charmaine Pauls.

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